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Intervista alla specialista di Botanica: la Borragine

Fanny Perraudin, lei è la referente botanica all'interno dei laboratori Arkopharma, ci parli della Borragine: cos'è questa pianta? Dove cresce? Come arriva nei vostri laboratori?

La Borragine (Borago officinalis L.), è una pianta annuale della famiglia delle Boraginacee, come la Consolida o ancora il Nontiscordardimé (Myosotis). E' originaria del bacino del Mediterraneo, ma ai nostri giorni è coltivata un pò in tutto il mondo. Si trova spesso spontaneamente nei nostri giardini, sui bordi delle strade, nelle colture... Ha molti usi: alimentare, cosmetico, concimazione ecologica (le sue foglie sono ricche di azoto e potassio), pianta coltivata nell'orto...

 

Si riconosce facilmente dai suoi steli pelosi e dai fiori blu a forma di stella (sebbene esistano anche varietà bianche o rosa), diffuse da aprile a settembre. Ogni fiore produce 4 frutti secchi (acheni), piccoli, marroni e rugosi, ciascuno contenente un seme. La raccolta è complessa perché la fioritura è distribuita  nel tempo e quindi non tutti i semi sono maturi allo stesso tempo. Ci sono diversi modi di raccogliere i semi, dai più semplici: teloni stesi tra le file per raccogliere i semi che cadono a maturazione, ai più tecnici: macchine che scuotono le piante per far cadere i semi maturi. Questi semi vengono poi pressati a freddo per ottenere un olio vergine di prima pressione e poi raffinati per rimuovere cere ed altre impurità prima di essere utilizzati nelle nostre capsule.

Se la borragine è una delle piante che produce alcaloidi pirrolizidinici, famiglia di molecole che, a seconda dei casi, può essere più o meno tossica, l'olio di borragine, dal canto suo, è sicuro perché queste molecole non sono solubili in mezzi oleosi, e quindi non sono presenti nell'olio.