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Arkoroyal®, Gelée royale et autres substances de la ruche

Arkoroyal®

Pappa reale ed altre sostanze nell’alveare

I prodotti dell’alveare sono consumati dalle civiltà fin dall’antichità, ma le loro proprietà sono state riconosciute solo da alcuni decenni.

La Pappa reale

Questo nutrimento meraviglioso conferisce alla regina una longevità di vita 40 volte superiore ed una produttività sorprendente.

gelée royale

Essa è una sostanza secreta dalle ghiandole ipofaringee e mandibolari delle api operaie per nutrire esclusivamente una delle proprie api, che diventerà regina. In effetti, la crescita estremamente rapida della larva dell’ape regina e la sua eccezionale longevità hanno risvegliato la curiosità di coloro che l’hanno osservata. La chiave dell’enigma si trova in una gelatina con riflessi perlati, di cui la regina delle api viene nutrita esclusivamente, fin dal suo stato larvale.

gelée royale

Serve anche da cibo per tutte le larve della colonia, ma solo coloro destinate ad essere regina lo riceveranno per tutta la durata della loro vita. Questa sostanza, secreta dalle api operaie, è stata chiamata, a causa del suo uso, Pappa Reale o «latte delle api». Ha un sapore dolce ed acido ed ha una consistenza gelatinosa.

La pappa reale contiene in gran parte acqua, ma anche zuccheri, proteine, lipidi, minerali e vitamine, oltre ad un gran numero di sostanze come gli acidi grassi 10-HDA (Acido 10-idrossianecanoico) e 10-H2DA (acido 10-idrossi-2-decenoico).

Il tenore naturale in 10HDA ed apalbumina della pappa reale permette di apprezzarne la qualità.

Nonostante la pappa reale sia già stata consumata in tutte le antiche civiltà, le sue proprietà sono state identificate solo da pochi decenni.

La Propoli

propolis

Etimologicamente dal greco «pro» = davanti, all’ingresso e «polis» = città.

L'uso di questa sostanza risale a 2300 anni fa ed il suo maggiore interesse è la sua ricchezza in flavonoidi (una famiglia di polifenoli).
Questa sostanza resinosa viene raccolta dalle api operaie su diverse piante o sulla corteccia degli alberi feriti, quando il nettare ed il polline sono ancora scarsi.

L’attività antibatterica della propoli aiuta anche a mantenere l’igiene dell’alveare. La Propoli è conosciuta come «scudo naturale» dell’alveare.

È utilizzata per rivestire e fissare le pareti interne dell’alveare, rafforzare la sua struttura e chiudere le aperture dell’alveare. Protegge la “casa” delle api dall’aggressione esterna.

Il Miele

miel

Liquido e dolce, saporito e profumato, il miele gode di notorietà millenaria.

Il miele viene prodotto nel tratto aero-digestivo delle api dal nettare dei fiori che impollinano, trasformano, combinano con materiali puliti e depositano nelle celle di cera che costituiscono l’alveare.
Il miele è usato per nutrire le api e viene immagazzinato nell’alveare per servire da cibo durante la stagione avversa.

Il miele è anche una sostanza complessa composta da oltre 180 elementi.

È composto principalmente da zuccheri, i più importanti sono il fruttosio (38%) ed il glucosio (31%), due zuccheri semplici che non richiedono alcuna digestione prima dell’assorbimento e sono facilmente e direttamente assimilabili dall’organismo. Inoltre, vi è un’ampia varietà di componenti minori tra cui acidi fenolici e flavonoidi, enzimi glucosio ossidasi e catalasi, acido ascorbico, carotenoidi, acidi organici, aminoacidi, proteine e l’α-tocoferolo ed oltre 30 elementi minerali (calcio, sodio, magnesio, potassio, rame, manganese, cloro…).

Per produrre un vasetto da 500 g di miele, le api devono effettuare più di 17 000 viaggi e visitare 8 700 000 fiori.

Il Miele di Manuka.

E' un arbusto originario della Nuova Zelanda e dell'Australia sudorientale. Le sue foglie sono spesso infuse in un tè, motivo per cui viene chiamato "l'albero del tè della Nuova Zelanda". Oltre al suo valore estetico, questa pianta ha la reputazione di essere una fonte di miele monofloreale con molteplici proprietà benefiche, comunemente conosciuto come "miele curativo".

Il Polline

propolis

Dal greco «palé», che significa farina o polvere, il polline è il seme maschile prodotto dagli stami dei fiori. Si dice che il polline raccolto dalle api sia entomofilo perché è più grande e più pesante di quello anemofilo portato dal vento.  Il polline entomofilo caratterizza il 70% delle specie vegetali ed è per questo che l’ape è indispensabile per l’impollinazione.

Le api operaie dell’alveare possono produrre fino a 50 000 palline di polline al giorno (1 ape=10 voli/giorno = 200 fiori), ovvero 400g, ma solo il 20% sarà raccolto dall’apicoltore, il resto sarà destinato alla loro alimentazione.

Impollinando i fiori per estrarne il nettare che esse trasformano in miele, le api accumulano il polline sulle zampe posteriori. Formano piccole palline che portano all’alveare da utilizzare come cibo.

Il polline è l’unica fonte di proteine nell’alveare: ciò lo rende un alimento indispensabile per la colonia. Viene anche chiamato «pane delle api».

Il polline è diverso per ogni fiore, ma l’ape seleziona solo 4-7 specie di fiori, ciascuna riconoscibile dal colore della pallina. Qualunque specie sia impollinata, contiene in media il 30-50% di carboidrati, l’1-10% di lipidi, il 14-30% di proteine ed il 5% di vitamine e minerali.

Il polline rinforza il sistema immunitario e grazie alla sua composizione, porta vitalità ed energia all’organismo.

Gli egiziani parlavano di polline come di una «polvere che dona la vita».