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La pianta del mese di febbraio: Artiglio del Diavolo

L’Harpagophytum, dal greco Harpagos (che significa «arpione»), deve il suo nome ai suoi frutti con gli uncini ricurvi. É più comunemente chiamato «artiglio del diavolo» perché si impiglia nella pelliccia degli animali che poi combattono freneticamente in tutte le direzioni per liberarsene.

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Harpagophytum

La pianta

Nome latino: Harpagophytum procumbens
Famiglia: Pedaliaceae
Provenienza: Sud Africa
Parte utilizzata: Radice

Le sue proprietá

Pianta originaria dell’Africa del Sud le cui radici sono da sempre utilizzate dagli indigeni Boscimani e Bantu (Namibia) per trattare l’indigestione, la febbre e i dolori associati al parto.

Harpagophytum

Nel 1904, quando in Africa del Sud-Ovest, infuriava la guerra e la tribù degli Ottentotti si ribellò contro l’istituzione del protettorato tedesco, un medico tedesco, Menhert, notò che i maghi davano ai molti feriti il decotto di una radice di pianta. Recuperò così alcuni campioni di radici e li spedì per analizzarli in Germania: è proprio così che vennero identificati l’Harpagophytum procumbens e l’Harpagophytum zeyheri. Le radici dell’Artiglio del diavolo sono state poi introdotte in Germania e nel resto dell’Europa. L’interesse dell’Artiglio del diavolo nel trattamento dell’artrosi, dei reumatismi ed altre manifestazioni articolari dolorose è universalmente riconosciuto.

In fitoterapia, vengono utilizzate le sue radici secondarie laterali che formano grandi tuberi ricchi d’acqua e sono ricche in arpagosidi e procumbidi. Questi due componenti hanno attività antinfiammatorie ed analgesiche. Inibiscono la sintesi degli eicosanoidi, sostanze coinvolte nella reazione infiammatoria.

Il parere delle autorità sanitarie

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce come «clinicamente provato» l’uso dell’Artiglio del diavolo «nel trattamento del dolore lieve legato ai reumatismi», e come «tradizionale» il suo uso nella «perdita di appetito, disturbi digestivi e tendiniti».

L’Agenzia Europea del Farmaco (European Medicines Agency o EMA) riconosce l’uso tradizionale dell’Artiglio del diavolo «per alleviare i dolori articolari minori, come i rigonfiamenti, flatulenza e perdita di appetito», raccomandando una durata massima del trattamento di quattro settimane (per i dolori articolari) e di due settimane (per i disturbi digestivi).

La Cooperativa Scientifica Europea in Fitoterapia (European Scientific Cooperative on Phytotherapy o ESCOP), riconosce l’uso tradizionale dell’Artiglio del diavolo nel «trattamento sintomatico di osteoartrite dolorosa, dei dolori lombari, di perdita di appetito e disturbi digestivi».

Lo sapevate?

I dolori articolari minori vanno di pari passo con il naturale invecchiamento del corpo, ma possono verificarsi a qualsiasi età ed avere molte cause. Fortunatamente, uno stile di vita corretto permette di limitare il loro impatto sulla vita quotidiana e di continuare a svolgere le proprie attività preferite.
Ad esempio, si raccomanda di mantenere sotto controllo il peso, in quanto ogni chilogrammo di troppo fa sì che aumentino le sollecitazioni meccaniche sulle articolazioni. Contrariamente alla credenza popolare, a parte i periodi di eccessivo disagio, è possibile ed anche auspicabile un’adeguata attività fisica (camminare, nuotare, andare in bicicletta).